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Apr
22
Mer
2020
Compagnia Capotrave PICCOLA PATRIA @ Teatro Comunale Corsini
Apr 22@9:00 pm–10:30 pm

PICCOLA PATRIA | Compagnia Capotrave

 

CapoTrave – Infinito
Piccola Patria

ideazione e drammaturgia Lucia Franchi e Luca Ricci
con Simone Faloppa, Gabriele Paolocà, Gioia Salvatori
e con la partecipazione in video di Alessandro Marini
disegno luci Pierfrancesco Pisani
regia Luca Ricci

con il sostegno di Comune di Sansepolcro, Regione Toscana, Mibac
residenze creative Teatro dell’Orologio (Roma), Teatro alla Misericordia di Sansepolcro (Ar)

 

Ambientata nel nostro presente, in una cittadina di provincia non specificata, dove si sta per svolgere un referendum che decreterà l’eventuale autonomia dall’Italia, la vicenda si sviluppa su tre giorni: il giorno antecedente, il giorno stesso e quello successivo al voto. Il vorticoso climax di tensione innescato dall’imminente scelta politica fa emergere le contraddizioni individuali, familiari e sociali, che si palesano nella relazione tra i tre protagonisti. Quando si rompe qualcosa, altre lacerazioni si vengono a creare incidentalmente, e ogni frattura ne porta altre, sia nei rapporti tra le persone, sia interni alle persone stesse. Uno spettacolo teso che riflette su uno dei fenomeni del nostro tempo: la frammentazione in piccole patrie e l’incapacità della politica di dare risposte alle reali necessità dei cittadini. Nella stesura drammaturgica gli autori si sono ispirati alla vicenda storica della Repubblica di Cospaia, situata tra la Toscana e l’Umbria: un lembo di terra lungo 2 km e largo 500 metri che fu Repubblica indipendente dal 1440 al 1826, a causa di un errore di tracciamento dei confini da parte dei geografi della Repubblica di Firenze e dello Stato Pontificio. Per anni quella striscia di terra, che non doveva pagare tasse a nessuno, senza esercito, né carceri, ha conservato uno spirito indipendentista pieno di diffidenze verso l’esterno.

Note di drammaturgia
di Lucia Franchi e Luca Ricci

Ci siamo chiesti più volte durante la scrittura perché avessimo deciso di raccontare questa storia, attraverso questi i tre personaggi di Caterina, Corrado e Lorenzo. Non volevamo prendere parte per nessuno di loro. Li capiamo tutti e tre, e li rispettiamo, anche se non condividiamo le scelte di nessuno dei tre. Non avremmo però votato “sì” a questo referendum, ma diamo il beneficio del dubbio a Corrado, come lo diamo a ogni politico che ci governa, anche se non l’abbiamo votato, fino a prova contraria. Capiamo bene Caterina che è stufa di tutto questo, che ha provato a ritornare, sentendosi però “isolata” e lontana, ma le sue ragioni non sono solo nobili, e non contribuirà a migliorare il suo paese. Lorenzo era un violento, e questo non lo possiamo approvare: mandare a fuoco una scuola è illecito, anche nella più veemente delle battaglie. In lui rivediamo, perché gliel’abbiamo data, la nostra rabbia, la nostra frustrazione nel vedere affermarsi un pensiero dominante in cui non ci riconosciamo; da lì nasce il suo restare in silenzio, ammutolito, mentre nessuna alternativa prende voce. Così pare che tutti siamo d’accordo con Corrado, oppure ritorniamo alle nostre isole, come Caterina, o non sappiamo che altro proporre, come Lorenzo. Davvero finisce così?

 

 

Apr
25
Sab
2020
Elisabetta Salvatori SCALPICCI SOTTO I PLATANI @ Teatro Comunale Corsini
Apr 25@9:00 pm–10:30 pm
SCALPICCI SOTTO I PLATANI

 

Giornata della Liberazione
in collaborazione con ANPI e Comune di Barberino di Mugello
SCALPICCII SOTTO I PLATANI
La strage di Sant’Anna di Stazzema
di e con Elisabetta Salvatori
al violino, Matteo Ceramelli

 

Elisabetta Salvatori con lo struggente spettacolo che la straordinaria ‘affabulatrice’ versiliese porta da anni per i teatri e le piazze italiane con immutato successo, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli: Scalpiccii sotto i platani, un intenso lavoro di teatro civile, dedicato alla strage di Sant’Anna di Stazzema ed ora proposto in occasione del 70° anniversario della Liberazione.

Raccontare è quel sapere povero che tutti conoscono…

Le storie che Elisabetta Salvatori sceglie sono vere, le raccoglie incontrando anime, luoghi e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti, ne documenta l’origine con cuore e perizia, per poi riportarle alla luce e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice: storie di vita vissuta, di sentimenti vibranti, di minime azioni, di dolori e passioni, di coraggio e amore, portate in scena con un linguaggio intimo, reale semplice e per questo dirompente che rende vive le sue trame e cattura chi ascolta.

Assolutamente toccante la sua ricostruzione degli ultimi momenti di vita degli abitanti di Sant’Anna di Stazzema prima del compimento dell’eccidio, perpetrato nell’estate del 1944 nel piccolo centro sulle Alpi Apuane (dove molti sfollati avevano trovato rifugio per scampare agli orrori della guerra) ad opera del 16° battaglione SS della “Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer”, guidato dai fascisti versiliesi e comandato dal maggiore Walter Reder: 560 morti in poco meno tre ore, donne, vecchi e persino 130 bambini, nel corso di una rappresaglia compiuta perché il villaggio non aveva rispettato il bando tedesco di abbandonare il paese.

Il racconto riporta lo stato d’animo degli abitanti di Sant’Anna ma anche degli sfollati, uniti ad aspettare la fine della guerra, fra paura e mancanza di cibo, nei giorni precedenti all’eccidio, giorni che si snodano in modo apparentemente normale. Il 24 luglio nasce una bambina, che viene chiamata Anna. Il 26 luglio, giorno di Sant’Anna, c’è festa per le strade del paese. Il 10 agosto, la notte delle stelle cadenti, sotto i platani della piazzetta della chiesa i bambini fanno un girotondo, e qualcuno ricorda ancora lo scalpiccio dei loro piedini. Due giorni dopo, si sentono salire lunghe file di soldati, fra canti e il suono di un organetto… È quanto è dato di ricostruire dall’ascolto delle testimonianze di quattro superstiti, quattro bambini che assistettero a quell’eccidio (uno dei quali Ennio, attuale custode del museo della memoria di Sant’Anna) , tra i più efferati fra quelli condotti dai nazisti in ritirata.

Elisabetta Salvatori, per realizzare quest’opera, ha ascoltato i racconti di quei pochissimi sopravvissuti, le testimonianze dirette di coloro che, bambini, vissero quel tragico giorno: laddove la storia personale di questi figli della Versilia si intreccia drammaticamente alla storia collettiva, sorgono le parole dello spettacolo, in memoria delle persone uccise e delle loro storie di sofferenza, di lutti, di amore e di coraggio.

Nel 2005 il Tribunale Militare di la Spezia ha pronunciato la sentenza (poi confermata dalla Cassazione nel 2007) con la condanna all’ergastolo per dieci imputati tutti ufficiali e sottufficiali del II battaglione del 35° reggimento.