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Grazie all’attuazione della L.R.21/10 tramite la linea di azione “Sostegno e promozione dei progetti di residenza artistica e culturale, finalizzati alla diffusione della cultura e delle arti e dello spettacolo dal vivo”, il sistema teatrale toscano si è dotato di una rete diffusa di residenze artistiche.

Si tratta di un soggetto a funzione pubblica del panorama teatrale regionale, innovativo per la sua fisionomia artistico e gestionale, agito da imprese legate al sistema produttivo del teatro e della danza (come la quasi totalità delle residenze artistiche italiane monitorate dalla mappatura realizzata da Fitzcarraldo) titolari di convenzioni pluriennali stipulate con i Comuni e la Regione. Atti istituzionali e d’indirizzo progettuali condivisi da enti e operatori utili a radicare nei territori della Toscana, tramite la gestione e l’operatività sviluppata nei teatri gestiti come fulcro della progettualità residenziale, presidi artistici e culturali, intesi come laboratori quotidiani d’interazione creativa fra artisti e comunità di cittadini di ogni età. Si evidenzia come la residenzialità in questo contesto legislativo venga individuata, e concretamente praticata, come un’azione complessa dove al soggetto titolare vengono richieste differenti competenze, sia artistiche che organizzative gestionali, per sperimentare un’inedita interazione di attività (produzione, programmazione, formazione e promozione) sviluppate in un’unica logica progettuale e finalizzate alla diffusione delle culture teatrali con particolare riferimento all’innovazione drammaturgica e scenica e al ricambio generazionale della platea e della scena.

La Regione Toscana tramite bando ha individuato per il triennio 2019/21, 23 residenze artistiche a titolarità singola o multipla, animate da 33 imprese teatrali che agiscono quotidianamente in 57 spazi teatrali in convenzione con 43 comuni. Residenze, in questo triennio presenti nella quasi totalità delle province toscane, operative sia in città capoluogo che in comuni medi e piccoli. Esperienze gestionali ed artistiche che per vocazione ed indirizzo istituzionale vengono chiamate a svolgere in un’unica azione progettuale differenti profili operativi, in qualità di :

  • Produttori creatori di opere proprie e/o facilitatori e curatori di percorsi di residenza temporanea legata ad artisti ospiti, con particolare attenzione agli artisti giovani ed emergenti
  • Gestori di spazi teatrali legati a strategie di programmazione che favoriscano il ricambio generazionale della platea e della scena
  • Formatori e Promotori delle culture teatrali verso i cittadini, i pubblici di ogni generazione e centri di formazione professionale dei mestieri della scena  e della cultura
  • Progettisti chiamati ad “agire” i territori come scena diffusa, sapendo creare una relazione attiva con il patrimonio paesaggistico, d’arte e quello materiale.

Un identikit operativo complesso necessario per attuare progetti capaci di  stabilire un concreto rapporto interattivo tra gli artisti residenti, gli artisti ospiti ed il territorio di riferimento. Una relazione tesa a valorizzare il luoghi di spettacolo quali spazi aperti alla comunità locale, luoghi di produzione e aggregazione culturale che alimentano un nuovo pubblico, creano comunità di spettatori consapevoli  di ogni generazione. Cittadini che con vari processi interagiscono con gli artisti che hanno radicato la loro attività in quei territori ed artisti ospiti che nelle residenze trovano luoghi dove qualificare la propria ricerca anche fuori dai tempi dettati dall’urgenza produttiva confrontandosi, condividendo le proprie tensioni estetiche strategiche e culturali, con cittadini di ogni età.

In Toscana le Residenze artistiche, per la loro fisionomia operativa e diffusione territoriale sono chiamate a svolgere una decisiva funzione di sistema svolgendo una strategica azione d’intermediazione fra “centro” e “periferia” del sistema teatrale diffondono le occasioni di offerta teatrale, riequilibrandola e qualificandola in termini di genere e tipologia di pubblici coinvolti, garantendo un diritto di accesso alla vita teatrale  di qualità ad una fetta, altrimenti esclusa, di società. Le residenze, operando stabilmente dentro i territori, hanno la possibilità di agire ricostruendo un inedito rapporto fra teatro e “polis”operando in una dimensione organizzativa di prossimità che si esprime nella quotidianità, nella costruzione di relazioni con tutti gli ambiti del vivere civile tramite, la promozione e l’esercizio delle idee. L’azione residenziale, tramite differenti modalità d’incontro e strategie performatiche s’irradia dai teatri sul territorio agendo nelle piazze, strade, musei, spazi verdi, beni monumentali sollecitando il confronto attivo con la comunità su urgenze sociali e culturali. Un’azione trasversale che in tutte le sue declinazioni pone in modo innovativo il fare artistico, i linguaggi della scena dentro e fuori i teatri di residenza e che necessita di un rigore gestionale capace di mettere in moto processi economici virtuosi, in un quadro di sostenibilità economica, che riduce all’essenziale le spese di “auto mantenimento” della struttura.  Un rigore che indirizza la quasi la totalità delle proprie risorse in attività, garantendo alle risorse pubbliche investite in queste esperienze un evidente e positivo ritorno in termini di redditività sociale. Le Residenze toscane ibridano con originalità ed efficacia, come dimostrano i risultati qualitativi e quantitativi sin qui raggiunti, funzioni creative e progettuali che non surrogano debolezze del sistema duplicando funzioni in esso già attive, ma reinventano queste funzioni tramite la rete regionale delle residenze trasformando dal basso il sistema innovandolo, disegnando un policentrismo sostenibile e necessario. Per queste complesse caratteristiche operative la Rete Residenziale dal 2013 è considerata dal legislatore un soggetto specifico del sistema teatrale pubblico sostenuto dalla regione nel triennio 2019-2021 con un investimento legato  a risorse ordinarie di 1.900.000 euro per ogni annualità. La residenzialità, in questo contesto, non è quindi una semplice funzione affidabile ad altri soggetti del Sistema (es. il Circuito) né declinabile operativamente frazionandola in una sola linea operativa (es. azioni  di attraversamento). In Toscana la possibilità di concepire ed agire la residenza artistica come soggetto articolato riconosciuto dal sistema teatrale non è un frutto improvviso ma il risultato di un percorso storico di lotte e conquiste artistiche ed istituzionali che hanno saputo costantemente ridefinire, qualificare, ampliare l’azione residenziale rispetto alle urgenze poste progressivamente dall’evoluzione dei tempi. Un’esperienza che muta, sperimenta e rischia, ma con solide radici che hanno permesso d’interagire con grande efficacia, in termini di risultati con i 3 obiettivi fissati dalla concertazione Mibact/Regioni relativamente all’applicazione dell’art. 45 del D.M. 1/7/14 (nel 2016 le Residenze Toscane hanno attivato l’obiettivo A con 40 attraversamenti, l’obiettivo B con la programmazione di 63 spettacoli di compagnie emergenti o under 35, e sviluppato 33 percorsi di promozione e formazione del pubblico). Risultati che dimostrano un’azione regionale prevalentemente incentrata sulla valorizzazione  della pratica dell’attraversamento, strettamente collegata ad una valorizzazione in termine di programmazione delle opere di repertorio e d’incontro con il pubblico degli artisti in residenza temporanea. Risultati resi possibili sia dalla quantità e diffusione  delle residenze toscane ma anche dalla loro differente biografia e vocazione che di fatto, nel suo insieme, riassume, pur rispettando i vincoli posti dal bando regionale, le differenti strategie operative riscontrabili in Italia per ciò che concerne l’essere residenza artistica. Una varietà che garantisce, in modo salutare, differenti sperimentazioni e la capacità di costruire nuove reti di progetto tra residenze toscane e gli altri attori del sistema teatrale nazionale ed internazionale.

Una rete residenziale regionale lontana da derive autoreferenziali da “sotto circuito marginale”, e che invece disegna un sistema aperto, inclusivo, attraversato da una forte tensione multidisciplinare capace di una contemporanea e sinergica azione di nomadismo e radicamento. Una rete di residenze  capace di analizzare, interagire con il territorio inteso come elemento dinamico con un costante dialogo/movimento/aggiornamento fra l’azione residenziale territoriale e quella del sistema teatrale regionale e nazionale. Un’esperienza regionale capace non solo di rendere più ricco e diffuso il sistema teatrale toscano ma di contribuire con la propria storia e le proprie specificità alla costruzione di un progetto di respiro nazionale delle Residenze inteso come un’innovativa e necessaria realtà del Sistema Teatrale Italiano.